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XXV
del Tempo Ordinario
23
settembre
2001
Dal
Libro del profeta Amos (8, 4-7)
Ascoltate questo, voi che calpestate
il povero e sterminate gli umili del paese, voi che dite: «Quando
sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E
il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le
misure e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con
denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche
lo scarto del grano».
Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: certo non dimenticherò
mai le loro opere.
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
Salmo
responsoriale (dal salmo 112)
Rit.
Lo sguardo del Signore è sopra il povero.
Lodate, servi del
Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto
e si china a guardare nei cieli e sulla terra?
Solleva l'indigente dalla polvere,
dall'immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del suo popolo.
Dalla
lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (2, 1-8)
Carissimo, ti raccomando
dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere
e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che
stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e
tranquilla con tutta pietà e dignità.
Questa
è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore,
il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza
della verità.
Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli
uomini, l'uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per
tutti. Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti, e di essa
io sono stato fatto banditore e apostolo dico la verità, non mentisco
, maestro dei pagani nella fede e nella verità.
Voglio dunque che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando al
cielo mani pure senza ira e senza contese.
Parola di Dio.
Rendiamo grazie a Dio.
Canto
al Vangelo
Alleluia, alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco
che era, si fece povero, per arricchire noi con la sua povertà.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Dal
Vangelo secondo Luca (16, 1-13)
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: « C'era un
uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a
lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è
questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché
non puoi più essere amministratore.
L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone
mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.
So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato
dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu
quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse:
Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.
Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano.
Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva
agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari
sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché,
quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è
disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto.
Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà
quella vera?
E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà
la vostra?
Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e
amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà
l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona ».
Parola del Signore.
Lode a te o Cristo.
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