XVI DOMENICA del Tempo Ordinario 

 22 luglio 2001

La domenica dell'accoglienza

 

 

ATTO PENITENZIALE

Il ritmo della vita quotidiana spesso ci travolge facendoci dimenticare il senso del nostro vivere e operare; non siamo più alla presenza dell'"Unico necessario". Purifichiamo il cuore:

Signore, tu sei l'unica Parola di salvezza: aprici all'ascolto. Signore pietà.
Cristo, tu sei l'ospite che ci invita alla sua mensa: comunicaci la tua vita. Cristo pietà.
Signore, tu sei presente in ciascuno dei nostri fratelli: rendici attenti e disponibili nei loro confronti. Signore pietà.

TESTI BIBLICI

Gn 18,1-10 - Signore, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.
Dal salmo 14 - Rit.: I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.
Col 1,24-28 - Il mistero nascosto da secoli, ora è manifestato ai santi.
Canto al Vangelo - Alleluia, alleluia. Beati coloro che custodiscono la parola di Dio in un cuore buono e sincero, e portano frutto con perseveranza. Alleluia.
Lc 10,38-42 - Marta lo accolse nella sua casa. Maria ha scelto la parte migliore.


PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

Prima lettura - Gn 18,1-10
È un brano emblematico sull'ospitalità. Abramo, senza saperlo, accoglie il Signore che si presenta sotto le sembianze di tre pellegrini. La sensibilità religiosa del tempo, infatti, portava a ritenere che Dio si manifestasse negli avvenimenti della vita quotidiana. L'ospitalità, quindi, assumeva un valore sacro: era una grazia. La generosità del patriarca è ricompensata largamente con la benedizione divina e la promessa di vita.

Dal Salmo 14
È un salmo di pellegrinaggio in cui viene descritto il comportamento dell'ospite di Dio: egli è un uomo retto, che incontra il Signore nella fedeltà ai propri impegni quotidiani e nella concretezza delle relazioni umane.

Seconda lettura - Col 1,24-28
In questo brano autobiografico, Paolo indica chiaramente come anche il servizio dell'apostolato sia una forma di ospitalità perché segno di una presenza superiore, misteriosa, divina. L'apostolo, vivendo in prima persona le radicali esigenze del Vangelo, diviene testimone di Cristo, e quindi il "luogo" nel quale Dio si fa ospite di chiunque lo cerca.

Vangelo - Lc 10,38-42
È un brano che, da un parte pone l'accento sull'ospitalità evangelica, in cui servizio e ascolto, azione e contemplazione sono aspetti non contrapposti, ma che devono armonizzarsi per esprimere il senso dell'accoglienza, dall'altra evidenzia quali devono essere le caratteristiche del vero discepolo di Gesù. Egli è colui che, seduto ai piedi del Maestro, ascolta la sua Parola per poi tradurla in gesti concreti di carità fraterna. Tutto il suo agire, allora, sarà fondato sull'«unica cosa necessaria».

PREGHIERA DEI FEDELI

Gettiamo nel Signore ogni nostro affanno e preoccupazione. Con sincerità di cuore rivolgiamoci a lui, disposti ad accogliere quanto ci vuole donare.
Preghiamo dicendo: Apri il nostro cuore all'ascolto della tua Parola, Signore.

Riversa nella santa Chiesa l'abbondanza della tua grazia che la rende serva di Cristo e di ogni fratello: con gioiosa fedeltà adempia la missione affidatagli, divenendo segno della tua presenza nel nostro tempo. Preghiamo.

Custodisci tutti coloro che stanno godendo il meritato riposo delle ferie estive: sia l'occasione propizia per ritemprare il corpo e lo spirito, coltivare le amicizie, aprirsi alla gratuità e alla contemplazione della bellezza del creato. Preghiamo.

Apri il cuore dei tuoi consacrati al respiro dello Spirito: siano trasformati in autentici discepoli del Cristo che per le vie del mondo, portano il fuoco della carità tra i fratelli più poveri e bisognosi. Preghiamo.

Rendici attenti ascoltatori della Parola di verità che converte il nostro cuore per renderlo sempre più simile al tuo: tutta la nostra vita diventi un canto di lode al tuo amore attraverso gesti concreti di solidarietà e di amore. Preghiamo.

Concedi a noi che partecipiamo a questa Eucaristia di ritrovare nella quotidianità l'equilibrio tra azione e contemplazione: incontrandoti e lasciandoci da te plasmare nel segreto del cuore, diverremo, a nostra volta, capaci di ascolto e di condivisione. Preghiamo.

Padre, ascolta le preghiere di questa tua famiglia e apri la nostra vita all'accoglienza del dono che tu ci fai quando ci visiti nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

MONIZIONE ALLA PREGHIERA DEL SIGNORE

Con fiducia filiale preghiamo il Padre affinché ci liberi dal male dell'affanno e della preoccupazione che turba e appesantisce il nostro vivere quotidiano.

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

Maria si fa discepola di Gesù, si mette pubblicamente alla sua scuola, con i Dodici. È facile allora comprendere lo scandalo, la carica esplosiva di questo gesto. Maria, una donna, osa mettersi insieme con i discepoli più intimi del Signore, per essere anche lei discepola. Proviamo ad immaginare il mormorio della gente che c'è intorno. Possiamo quindi cogliere il nervosismo dell'ambiente, che poi sbocca nelle parole di Marta. La ricchezza, il valore nutritivo dell'ascolto di Gesù, che Maria di Betania sta vivendo, è un ascolto che fa fremere, che coinvolge perché mi riguarda, mi spiega. Non è un ascolto passivo, una registrazione annoiata di una lezione. Maria di Betania sta realizzando in questo momento la definizione dell'umano. Che cos'è, infatti, essere uomini e donne? È scoprire il mistero di noi stessi nell'ascolto della Parola di uno, più grande di noi, che avendo fatto il nostro cuore, ce ne rivela i segreti. Maria, seduta ai piedi di Gesù ad ascoltare la sua parola è immagine dell'uomo che si autocomprende, che giunge all'autenticità, alla chiarezza del possesso cognitivo di sé mettendosi in ascolto della parola divina che ci rivela e, nello stesso tempo, ci riempie. Il mistero dell'ascolto di Maria di Betania è dunque una rivelazione, che noi siamo chiamati ad accogliere, della condizione umana. Dall'essere aperti ad discorso di Dio, gratuito e benevolo, noi impariamo che siamo ascolto, dono, e ci realizziamo nella gratuità (Da La donna della riconciliazione di Carlo Maria Martini).
Marta e Maria (10,38-42). Molto opportunamente Luca fa seguire al brano precedente sul fattivo amore verso il prossimo questo brano che illustra il primato dell'amore e dell'ascolto di Dio. Quello era l'effetto, questo è la causa. Luca non menziona qui Betania perché, trovandosi questa in Giudea, è fuori del quadro geografico del viaggio lucano; e non ricorda nemmeno Lazzaro. Ma è sicuro che si tratta di Marta e Maria, le due sorelle nubili dello scapolo Lazzaro. Una famiglia tanto cara a Gesù. L'arrivo improvviso del Maestro non solo emoziona le due sorelle, ma ne mette in mostra il diverso temperamento. (Si faccia attenzione, come giustamente è stato fatto notare, che Gesù insegna a una donna! Per i tempi una realtà innovatrice, che Luca ci pone dinanzi) (Da A. Tafi - D. Zanella, Evangelizzatori come Luca evangelista, Leumann 1991, p. 108).
Per chi lo faccio? Perché? A chi mi sto donando? Se ho l'intuizione dell'amore, se ho la sapienza del cuore, comprendo che colui che amo desidera essere servito e amato. [...] Marta e Maria non si escludono, non sono in opposizione; sono sorelle complementari. Marta non può stare senza Maria, né Maria senza Marta. [...] Se io non mi fermo mai e non sto alla presenza del Signore, il mio amore rimane come un po' di brace sotto la cenere, non arde, non diventa fiamma viva. [...] Prima devo quindi scegliere la "parte migliore"; devo scegliere lui e metterlo al di sopra di ogni altra realtà, e poi tutto il resto. [...] In noi convivono sempre Marta e Maria; esse fanno la loro parte spesso in modo sproporzionato. [...] Marta e Maria di Betania - l'azione e la contemplazione - si trovano pienamente integrate nel vero e incomparabile modello di vita santa: nella "Maria per eccellenza", la Madre del Signore. È soprattutto a lei che dobbiamo guardare per apprendere a stare alla presenza del Signore, a scegliere la "parte migliore" senza trascurare l'umile fatica del lavoro, il servizio premuroso ai fratelli, alle membra del corpo mistico di Cristo.
O Vergine Maria,
prima e incomparabile discepola del Verbo di Dio
che tu stessa hai generato e nutrito al tuo seno,
insegnaci a rimanere con te in religioso ascolto
affinché, cessato il rumore delle nostre parole,
e placata l'agitazione per le troppe cose
in cui ci disperdiamo,
cresca in noi, con la fede,
il desiderio dell'unica cosa necessaria:
ascoltare Gesù che ci rivela
l'amore salvifico del Padre.
Ottienici, o Madre,
un'anima profondamente contemplativa
anche nell'azione
perché sempre e dovunque
il nostro cuore indiviso
sappia stare alla presenza del Signore
e saziarsi di lui
Unico e Sommo Bene. Amen.
(Da Anna Maria Canopi, Incontri con Gesù. Meditazioni sul Vangelo, Leumann 1989, pp. 52-54).

SEGNO
Maria e Marta sono la personificazione del duplice comandamento dell'amore:

il segno del servizio (l'asciugamano)
e dell'ascolto (libro)
con una unica scritta: "lo accolsero nella loro casa".
Ci si può richiamare al Vangelo della domenica precedente. Si potrebbero, quindi, anche riprendere le due tavole della legge.

VIVERE L'EUCARISTIA
Per accogliere Gesù dobbiamo trovare:

un tempo per sederci ai suoi piedi, ascoltarlo, e ascoltare gli altri
un tempo per servirci gli uni gli altri.

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