XXII DOMENICA del Tempo Ordinario 

 02 settembre 2001

Al Banchetto del Regno

Testi dell'editrice Elledici

Atto penitenziale

Apriamo il nostro cuore alla luce della verità e riconosciamo umilmente le nostre mancanze.

Signore, che sei mite umile di cuore, abbi pietà di noi.
Cristo, che fai festa per ogni peccatore pentito, abbi pietà di noi.
Signore, che ci vuoi tuoi commensali al banchetto del tuo corpo e del tuo sangue, abbi pietà di noi.


I Lettura

Monizione

È costituita da alcune massime sulla modestia e l'umiltà, sull'elemosina e la generosità. La modestia e l'umiltà fondano l'uomo nella verità, collocandolo al posto giusto davanti a Dio facendolo progredire nel cammino della saggezza. L'umile, infatti, riconosce che solo il Signore è grande e merita adorazione. Da ciò scaturiscono frutti abbondanti di grazia e di perdono e la capacità di rapporti di comunione e fraternità con il prossimo.

 

Salmo Responsoriale

Monizione

Il Dio dei poveri pone tutta la sua potenza di "Signore" al servizio di coloro che ama con amore di predilezione. L'umanità afflitta ed oppressa dalla violenza e dalla morte è liberata e condotta, tra canti di gioia, ad una sicura dimora.

 

II Lettura

Monizione

Il brano fa leva sul contrasto tra l'antica e la nuova alleanza. L'autore spiega come nella prima alleanza tutto avesse colori cupi ed incutesse terrore per esaltare la trascendenza di Dio al quale solo Mosè aveva libero accesso. Con la seconda alleanza, stipulata dal sangue di Cristo, subentra la possibilità per ogni uomo di un incontro ravvicinato con Dio e di un rapporto con lui che passa dal timore all'amore. La vita diviene una festa, una comunione di santità che abbraccia il cielo e la terra.

 

Vangelo

Monizione

Gesù prende spunto dagli avvenimenti della realtà quotidiana per descrivere il comportamento degli invitati al banchetto del regno e quindi del discepolo. Il regno esige che l'uomo non si ritenga giusto davanti a Dio, gonfio di autosufficienza e di orgoglio, ma che sappia riconoscere la propria povertà di creatura, esaltata solo dalla misericordia del suo creatore. Il regno non è il luogo delle discriminazioni sociali, degli interessi, ma il luogo dell'uguaglianza e della fraternità universale.

Preghiera dei fedeli

Per mezzo di Cristo possiamo accostarci al Padre presentandogli le nostre preghiere, certi di essere esauditi per la sua bontà.
Preghiamo dicendo: Padre degli umili, ascoltaci.

1. Fa' della tua Chiesa, Padre, il luogo del perdono e della festa, dove tutti si riconoscono fratelli invitati a partecipare delle inesauribili ricchezze del tuo amore. Preghiamo.

2. Infondi nel cuore dei politici e dei governanti uno spirito di vera umiltà, che li renda consapevoli di essere chiamati a spendere energie e capacità a servizio del bene comune e non per i propri interessi personali. Preghiamo.

3. Poni accanto ai più poveri ed emarginati, persone di buona volontà che sappiano rivelare la tua paterna sollecitudine, facendosi carico delle loro sofferenze e colmando di affetto la loro solitudine. Preghiamo.

4. Rendi sempre più conforme al tuo Figlio diletto la vita dei giovani: siano animati dalla verità e accesi dal desiderio di essere artefici di comunione e di solidarietà. Preghiamo.

5. Purifica il nostro sguardo perché sappiamo riconoscere il dono di grazia di cui ci hai resi partecipi e diventiamo più solleciti verso le necessità dei fratelli. Preghiamo.

O Padre, che inviti i piccoli e i poveri alla mensa del tuo regno, donaci un cuore grande ed accogliente nei confronti dei nostri fratelli e fa' che seguiamo tuo Figlio nella via della vera umiltà. Egli vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Al Padre Nostro

Lo Spirito Santo pone sulle nostre labbra la preghiera dei poveri e degli umili.

Segno

L'assemblea:

dei santi: "vi siete accostati all'adunanza festosa e all'assemblea dei primogeniti" (II lett.);
degli umili: "sii modestoumiliati" (I lett.); "chi si umilia sarà esaltato" (vangelo);
dei poveri: "invita poveri, storpi" (vangelo);
in cammino verso il "monte", "la mensa": per questo evidenziare le processioni iniziale e della comunione.
L'altare: "vi siete accostati al monte di Sion" (I lett.); per l'occasione potrebbe essere ornato di fiori "umili", di campo o prato a significare la povertà di coloro che sono chiamati a far parte dell'assemblea cristiana.


Vivere l'Eucarestia

Viviamo:


in un atteggiamento di ringraziamento perché il Signore ci ha invitato a partecipare al suo banchetto (vangelo) e far parte della chiesa (II lettura) senza nostro merito;
di condivisione e di gratuità verso coloro che non hanno avuto ciò che noi invece abbiamo ricevuto.

 

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