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XXIX
DOMENICA del Tempo Ordinario
21
ottobre 2001
Mani
alzate verso te
Testi
dell'editrice Elledici
Atto
penitenziale
Oggi la Chiesa celebra la Giornata
Missionaria Mondiale. Strettamente unito al tema della missione è
quello della preghiera, che la Liturgia ci presenta: è pregando
che la nostra vita si trasforma e diventa missione, annuncio e testimonianza
dell'amore di Dio per tutti gli uomini. Consapevoli di non essere sempre
fedeli alla nostra vocazione missionaria, chiediamo perdono e invochiamo
la misericordia del Padre.
I Lettura
Monizione
Il
brano presenta la preghiera di Mosè durante la battaglia che Giosuè
conduce contro Amalek. Mentre popolo lotta per la vittoria, Mosè,
con le mani alzate verso il cielo, diventa il modello dell'orante perseverante
e dell'intercessore per eccellenza. Mosè invoca il Signore. Dio
ascolta e risponde concedendo la vittoria al popolo della promessa.
Salmo
Responsoriale
Monizione
È
un salmo del pellegrinaggio, veniva cantato nel salire verso Gerusalemme.
L'oggetto è la protezione che il Signore esercita sul suo popolo,
in tutte le circostanze della vita. Egli è una sentinella che veglia
instancabile, un guerriero che sta alla destra del suo protetto. Il salmo
non è un'invocazione ma una proclamazione della protezione del
Signore: il nostro aiuto viene da lui.
II
Lettura
Monizione
Paolo
dopo aver messo in guardia il discepolo Timoteo dai pericoli per la fede,
lo invita a rimanere nella sana tradizione appresa, di cui la S. Scrittura
e la sua interpretazione fanno parte. Poi gli raccomanda di annunciare
la Parola di Dio in ogni circostanza e in ogni occasione opportuna e non
opportuna.
Vangelo
Monizione
Luca,
l'evangelista della preghiera, con questa parabola ritorna sull'argomento,
inserendolo all'interno della tensione escatologica. Pregare sempre e
senza stancarsi è il motivo stesso della parabola. Il giudice,
che si lascia convincere dalle richieste insistenti della vedova, richiama
Dio che ascolta la preghiera di suoi eletti. Anch'essi gridano a lui giorno
e notte. La vedova, il povero per eccellenza, con la sua perseveranza
e insistenza, diventa il modello dell'orante e ci suggerisce come pregare.
Preghiera dei fedeli
Il Signore Gesù ci
sollecita a invocare il Padre per le nostre necessità; certi che
egli farà giustizia ai suoi eletti che gridano a lui, gli affidiamo
le ansie e i dolori di ogni vivente.
Preghiamo dicendo: Padre
nostro, ascoltaci.
1. Per la Chiesa di Cristo:
trovi sempre nella preghiera la fonte per crescere nella fede e la forza
per testimoniare il vangelo in ogni angolo della terra. Preghiamo.
2. Per tutti coloro che invocano
giustizia, pace e solidarietà: le loro suppliche trovino risposta
nella consolazione propria di Dio e nei gesti di una concreta amicizia
di chi vive accanto. Preghiamo.
3. Per i missionari del Vangelo:
trovino nella Parola di Dio la forza per camminare sulla strada dell'amore
che è misericordia, gratuità, offerta di se stessi; portino
a tutti la buona notizia di Cristo Signore. Preghiamo.
4. Per i contemplativi e le
claustrali: con la loro preghiera perseverante e fedele intercedano presso
il Padre per il mondo intero; tutta la loro vita sia un canto di lode
a lui gradito. Preghiamo.
5. Per quanti celebrano la
Giornata Missionaria Mondiale: l'Eucaristia diventi impegno a lasciarsi
plasmare dalla Parola di Dio per divenire uomini e donne che danno gloria
a Dio nella preghiera e nella carità verso tutti i fratelli. Preghiamo.
Dio, maestro di fedeltà
e di pazienza, che ascolti il grido di chi invoca giustizia, insegnaci
a pregare secondo la tua volontà perché si attui in noi
il tuo regno ed ognuno si renda disponibile alla tua opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Al
Padre Nostro
La preghiera che il Signore
Gesù ci ha insegnato sia il modello di ogni nostra preghiera. Con
fiducia proclamiamo…
Segno
- Alzare le mani al Padre nostro
(prima lettura e vangelo).
- Curare la preghiera dei fedeli, preghiera di intercessione come Mosè
per coloro che lottano (prima lettura), per coloro che domandano giustizia
(vangelo).
- Adornare in modo particolare l'ambone, solennizzare la processione con
il Libro; si potrebbe anche pensare a far baciare a tutti il Libro alla
fine della letture (seconda lettura).
Vivere
l'Eucarestia
-
Prolunghiamo in famiglia la preghiera fatta alla Messa pregando per gli
altri.
- Una sera, prendendo in mano la Bibbia, rileggiamo la seconda lettura,
poi baciamo il Libro in segno di fede e adesione alla Parola di Dio.
Dal
Messaggio del Santo Padre per la Giornata Missionaria Mondiale 2001
"Misericordias Domini in aeternum cantabo" (Sal 89 [88],
2)
Con intima gioia abbiamo celebrato il Grande Giubileo della salvezza,
tempo di grazia per tutta la Chiesa. La misericordia divina, che ogni
fedele ha potuto sperimentare, ci spinge a "prendere il largo",
facendo memoria grata del passato, vivendo con passione il presente e
aprendoci con fiducia al futuro, nella convinzione che "Gesù
Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre (Eb 13,8) (cfr Lettera apostolica
Novo millennio ineunte, 1). Questa spinta verso il futuro, illuminato
dalla speranza, deve essere la base dell'agire di tutta la Chiesa nel
nuovo millennio. È questo il messaggio che desidero rivolgere a
ogni fedele in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà
il prossimo 21 ottobre.
È tempo, sì, di guardare in avanti, mantenendo gli occhi
fissi sul volto di Gesù (cfr Eb 12,2). Lo Spirito ci chiama a "proiettarci
verso il futuro che ci attende" (Novo millennio ineunte, 3), a testimoniare
e confessare Cristo, rendendo grazie "per le «meraviglie»
che Dio ha compiuto per noi: «Misericordias Domini in aeternum cantabo»
(Sal 89 [88], 2)" (ibid., 2). In occasione della Giornata Missionaria
Mondiale dello scorso anno, ho voluto ricordare come l'impegno missionario
scaturisca dall'ardente contemplazione di Gesù. Il cristiano che
ha contemplato Gesù Cristo non può non sentirsi rapito dal
suo fulgore (cfr Vita consecrata, 14) ad impegnarsi a testimoniare la
sua fede in Cristo, unico Salvatore dell'uomo.
La contemplazione del volto del Signore suscita nei discepoli la "contemplazione"
anche dei volti degli uomini e delle donne di oggi: il Signore infatti
si identifica "con i suoi fratelli più piccoli" (cfr
Mt, 25,40.45). Il contemplare Gesù, "primo e più grande
evangelizzatore" (Evangelii nuntiandi, 7), ci trasforma in evangelizzatori.
Ci fa prendere coscienza della sua volontà di dare la vita eterna
a coloro che il Padre gli ha affidato (cfr Gv 17,2). (...)
Frutto poi della contemplazione dei "fratelli più piccoli"
è scoprire che ogni uomo, pur se in modo a noi misterioso, cerca
Dio, perché da Lui creato ed amato. (...)
Frutto, dunque, del Grande Giubileo è anche l'atteggiamento che
il Signore chiede ad ogni cristiano, quello di guardare in avanti con
fede e speranza. Il Signore fa l'onore di riporre in noi la sua fiducia
e ci chiama al ministero usandoci misericordia (cfr 1 Tm 1,12.13). Non
è una chiamata riservata ad alcuni, ma è per tutti, ciascuno
nel proprio stato di vita. (...)
In modo speciale, la chiamata alla missione acquista singolare urgenza,
se guardiamo a quella porzione dell'umanità che ancora non conosce
o non riconosce Cristo. (...)
Davanti all'evidenza della propria fragilità ed insufficienza,
la tentazione umana, anche dell'apostolo, è quella di congedare
la gente. Invece, è proprio in quell'istante che, ponendosi in
contemplazione del volto dell'Amato, bisogna che ciascuno riascolti le
parole di Gesù: "Non occorre che vadano: voi stessi date loro
da mangiare" (cfr Mt 14,16; Mc 6,37). Si sperimenta così allo
stesso tempo l'umana debolezza e la grazia del Signore. Consapevoli dell'immancabile
fragilità che ci segna profondamente, avvertiamo il bisogno di
rendere grazie a Dio per ciò che Egli ha compiuto per noi e per
quanto, nella sua grazia, compirà. (...)
Sì, carissimi Fratelli e Sorelle, non possiamo tacere ciò
che abbiamo visto ed udito (cfr At 4,20). Abbiamo visto l'opera dello
Spirito e la gloria di Dio manifestarsi nella debolezza (cfr 2 Cor 12;
1 Cor 1). Anche oggi tanti uomini e donne, con la loro dedizione e con
il loro sacrificio, sono per noi manifestazione eloquente dell'amore di
Dio. Da loro abbiamo ricevuto la fede e siamo spinti ad essere, a nostra
volta, annunciatori e testimoni del Mistero.
La missione è "annuncio gioioso di un dono che è per
tutti, e che va a tutti proposto con il più grande rispetto della
libertà di ciascuno: il dono della rivelazione del Dio-Amore. La
Chiesa, pertanto, non si può sottrarre all'attività missionaria
verso i popoli. Resta compito prioritario della missio ad gentes l'annuncio
che è nel Cristo, «Via, Verità e Vita» (Gv 14,6),
che gli uomini trovano la salvezza" (Novo millennio ineunte, 56).
È un invito per tutti, è un appello urgente a cui va data
pronta e generosa risposta. Occorre andare! Occorre mettersi in cammino
senz'indugio, come Maria, la Madre di Gesù; come i pastori destatisi
al primo annunzio dell'Angelo; come la Maddalena alla vista del Risorto.
Il nostro passo, all'inizio di questo nuovo secolo, deve farsi più
spedito nel ripercorrere le strade del mondo ...
Cari Fratelli e Sorelle! La missione esige preghiera e impegno concreto.
Tante sono le necessità che la capillare diffusione del Vangelo
comporta. (...)
Nell'Omelia a conclusione del Grande Giubileo, il 6 gennaio 2001, ho detto:
"Occorre ripartire da Cristo, con lo slancio della Pentecoste, con
entusiasmo rinnovato. Ripartire da Lui innanzi tutto nell'impegno quotidiano
della santità, ponendoci in atteggiamento di preghiera e in ascolto
della sua parola. Ripartire da Lui per testimoniare l'Amore" (n.
8).
Perciò:
Riparti da Cristo, tu che hai trovato misericordia.
Riparti da Cristo, tu che hai perdonato e accolto il perdono.
Riparti da Cristo, tu che conosci il dolore e la sofferenza.
Riparti da Cristo, tu tentato dalla tiepidezza:
l'anno di grazia è tempo sconfinato.
Riparti da Cristo, Chiesa del nuovo millennio.
Canta e cammina! (cfr Riti di conclusione nella Santa Messa nell'Epifania
del Signore 2001).
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