IV DOMENICA DI PASQUA del 06-05-2001

Domenica del Buon Pastore

a cura di Don Nicola Arcuri

Monizione d’accoglienza

La Chiesa è chiamata ad essere "cattolica"; fondata da Cristo per accogliere e riunire nel Suo nome tutte le genti: "genti di ogni nazione, di ogni razza e di ogni lingua", per costruire insieme il Regno di Dio. Ogni uomo che crede è chiamato a portare a compimento quest’impegno.

La Chiesa è l’ovile in cui Cristo, Buon Pastore, vuole che in esso entrino tutte le "pecorelle", come "amate da lui". Tutti si devono sentire accolti e amati nel Suo nome. Sia questo il nostro impegno e il nostro solo desiderio: fare un solo ovile con un solo pastore.

Atto penitenziale

  • Signore, che vuoi riunire tutte le genti attorno al tuo Figlio Gesù, il Buon Pastore delle anime, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che vuoi condurre al Padre tutto intero il tuo gregge che egli ti ha affidato, abbi pietà di noi.
  • Signore, che rendi le nostre anime docili alla voce e ai richiami del Divino Pastore, abbi pietà di noi.

I Lettura

Monizione

L’insegnamento di Gesù Maestro e le consegne che ci ha donato domenica scorsa, ci conducono oggi a comportarci come fanno gli apostoli fin dall’inizio del loro ministero: portare tutti gli uomini senza distinzione a far parte del popolo di Dio, per mezzo della fede in Cristo.

 

Salmo Responsoriale

Monizione

Tutti, di qualsiasi razza siamo, dobbiamo riconoscere e proclamare che Cristo risorto è la nostra guida e il nostro Salvatore. A Lui dunque s’innalzi il canto di gioia e di lode del Salmista.

 

II Lettura

Monizione

S. Giovanni, "veggente dell’Apocalisse", descrive la visione che ebbe, del trionfo degli eletti riuniti intorno al trono dell’Agnello. Hanno superarto le prove della vita presente restando fedeli a Cristo, perciò ora vivono la beatitudine eterna in Cristo.

 

Vangelo

Monizione

Nella parabola del buon pastore, Cristo presenta se stesso come Colui che si prende cura degli uomini – sue pecorelle – fino a sacrificare la sua vita per loro. Oggi la liturgia ci offre solo la conclusione del capitolo 10 di Giovanni, nella quale è indicato chiaramente quale deve essere il nostro atteggiamento e quello di tutti gli uomini in risposta alle sollecitudini di Gesù Buon Pastore.

 

Preghiera dei fedeli

Fratelli, nella luce della Pasqua, Gesù si presenta come Buon Pastore. Pregheremo affinché si compia il suo voto di vedere tutti gli uomini riunirsi attorno a Lui, perché si faccia un solo ovile sotto un solo Pastore.

Preghiamo e diciamo: Signore, ascoltaci.

  1. Per la Chiesa e i suoi pastori. Perché non si scoraggino di fronte alle difficoltà del loro compito e lavorino per riunire tutti gli uomini attorno a Cristo, vero Pastore. Preghiamo.
  2. Perché siano Pastori vigilanti e assidui nel custodire, orientare, guidare e nutrire le anime loro affidate. Preghiamo.
  3. Le comunità senza sacerdoti, spesso sono come "pecore senza pastore". Perché la nostra preghiera, in questa Giornata mondiale delle vocazioni, trovi accoglienza presso Dio per darci tante e sante vocazioni. Preghiamo.
  4. Perché nella Chiesa fondata da Cristo, tutti i cristiani si sentano fratelli e siano tutti impegnati per formare una sola chiesa, quella di Cristo. Preghiamo.
  5. Per la nostra comunità parrocchiale, perché mostri sempre il volto della comunione che ci fa tutti fratelli, e soprattutto sia attenta alle necessità dei fratelli più bisognosi. Preghiamo.

Signore Gesù, Buon Pastore, concedi alla tua Chiesa guide vigili ed operose; nella tua carità senza limiti, dona loro la grazia d condurre tutti gli uomini a Te. Fa che ascoltino la tua voce e ti seguano nell’adempiere la volontà del Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Al Padre Nostro

Noi battezzati, riuniti intorno a Cristo Buon Pastore, chiediamogli di presentare al Padre Suo e Padre nostro, la nostra preghiera, arricchita del suo amore filiale.

 

Parole di congedo e di saluto

Lieti di essere stati con Cristo Buon Pastore, che ci guida verso la casa del Padre, andiamo in pace.

 

Segno

Oggi bisogna porre in risalto la mensa – o altare della celebrazione – perché proprio su di esso noi vediamo "l’Agnello-Gesù". Noi lo circondiamo di onore, con il bacio, gli inchini, l’incenso. E’ unto dal vescovo con il Santo Crisma, e vestito di stoffe pregiate e, per tutto questo, è unico.

La mensa è ara del sacrificio, mensa del convito, trono dell’Agnello immolato, tomba del Cristo, pietra della risurrezione da cui scaturiscono i fiumi di grazia che dissetano il popolo di Dio.

L’Agnello Pastore, si è fatto altare, cioè "vittima e sacerdote"; si è fatto altare del proprio sacrificio e del sacrificio del suo corpo ecclesiale. Perciò è importante per noi oggi, più di ogni altra volta, penetrare il "mistero" dell’altare perché spiega la nostra stessa identità e l’entità della nostra offerta.

Oggi il Pastore Gesù, che si manifesta tale soprattutto nella sua morte in croce, orienta il nostro sguardo alla croce posta nell’aula liturgica come presenza amata da tutti; perciò oggi la illumineremo, la orneremo di fiori e di profumi, per venerarla insieme alla mensa.

 

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale delle Vocazioni: potremmo trovare spazio – dopo l’omelia – per offrire una testimonianza di una vocazione, di un missionario, di una religiosa o anche di un solo seminarista e di una semplice famiglia impegnata nella pastorale della nostra parrocchia.

Si potrebbe promuovere un incontro di preghiera, una veglia notturna con i giovani, dove insieme alla preghiera si può leggere e riflettere sul messaggio del Papa.

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