a
cura di don Giovanni Maurello
Oggi è
una domenica tutta particolare. Non
solo perché risente della novità della Parola di Dio,
ma anche perché questa Parola viene ad illuminare la vita del
mondo "globalizzato" che tenta di assumere ogni storia e
si agita, con linguaggi ed interpretazioni poliedriche, per la vita
degli uomini.
Verrebbe voglia di gridare l'antico adagio di Fénélon:
"Gli uomini si agitano e Dio li conduce". E come ci conduce
il Signore se non con la forza della sua Parola, che è luce
al cammino di tutti e della cui grazia è piena la terra?
C'è bisogno di sintesi, in questo mondo globalizzato, a motivo
di un'affermazione di Gesù così perentoria che smonta
e provoca ogni nostra ansia e ogni nostra frenesia: una sola cosa
è necessaria.
Può sembrare riduttivo l'invito e, nello stesso tempo, banalizzante
perché le sintesi vitali e le sole scelte necessarie sono sempre
qualcosa di poco realizzabile.
Vivere è difficile. Il mondo è un villaggio globale.
Ci sono da fare mille cose che il non farle ci provoca lo scrupolo
dell'incompletezza. E tutto sembra scorrere così velocemente
che si ha poco tempo per le cose necessarie.
Non parliamo, poi, dell'atteggiamento contrapposto della pigrizia,
intellettuale o spirituale che sia, che tende a costruire l'uomo indifferente
agli altri e a tutto ciò che lo circonda.
Insomma, c'è da fare sintesi! E la Parola di Dio di questa
domenica ci prova e ce ne offre un itinerario.
1.
Correre incontro agli altri. Abramo è il segno dell'uomo
che si apre all'accoglienza. Il suo è un salto nell'imprevisto
della vita. Accoglie ed offre ai suoi ospiti quanto possiede nella
sua casa: acqua e pane, latte e carne. Se provassimo ad interpretare
questi simboli, credo che riceveremmo una lezione di sobrietà
e di saggezza che ci provocherebbero verifiche urgenti e necessarie.
In un mondo globalizzato, per essere uomo di Dio, dobbiamo semplicemente
imparare ad accogliere e a condividere. Quello che si è e quello
che si ha. Un'antica interpretazione patristica intravede nei tre
uomini una piccola rivelazione della Trinità. Dio vuole entrare
nella vita degli uomini e vuole aprirsi ed offrirsi alla loro amicizia
per un pasto frugale destinato alla sazietà e all'arricchimento
interiore della propria vita.
In un mondo globalizzato, apparentemente aperto, la strada di Dio
passa attraverso lo stile dell'accoglienza e della solidarietà.
Non c'è altra strada che questo invito all'apertura. Se, poi,
si è capaci di andare oltre il segno e cogliere, vigorosamente,
la presenza di Dio nelle vicende umane quotidiane, si è già
sulla strada della conversione perché si impara che la vita
è solo un dono e va solo donata.
2.
Ascoltare chi? C'è una parte migliore che siamo chiamati
a cogliere. La nostra vita ha bisogno di "una parte migliore".
Il bisogno estremo di ridimensionare il groviglio della vita esplode
irruentemente.
Tra una notizia in TV e un dialogo complesso con chi viene a chiederci
qualcosa, ci si accorge che più si è formali e meno
si è significativi e, al contrario, più si ascolta e
meno ci si sofferma sulle periferie dei drammi umani. Ascoltare è
importante. Ascoltare è necessario. Ma il vero grido di Gesù,
questa domenica, è quello di trasformare la vita in un ascolto
del Maestro interiore. Che noi cristiani chiamiamo Padre che sei nei
cieli.
Non ci si preoccuperà, più, allora, se il nostro lavoro
sarà troppo o disorganico, se sarà faticoso o ordinato,
ma si baderà esclusivamente a penetrare il mistero di un incontro
che dà senso e valore alla nostra vita e alla vita di tutti
gli uomini: il senso del vivere, l'ancorarsi alle cose importanti,
il tentativo di sbrogliare la matassa della propria esistenza senza
tuffarsi, spasmodicamente, nel groviglio di una vita frenetica e insostenibile,
piena di un vuoto che non riusciamo a decifrare.
Ha ragione chi ha scritto che "il vero viaggio è quello
interiore".
Oggi, il Signore Gesù ci invita non solo a coltivare la nostra
vita spirituale, ma a trasformare ogni nostra attività in un
ascolto profondo delle ricchezze che ci portiamo dentro e a pescare
in ogni nostra esperienza i messaggi arricchenti per le interminabili
autostrade interiori.
Quanto è difficile nel mondo occidentale vivere di interiorità!
Ma, nello stesso tempo, quanti messaggi interiori sorvolano sulla
nostra intelligenza e non siamo capaci di coglierli e di trasformarli
in un linguaggio e in una proposta educative.
Commuove e arricchisce ascoltare i giovani del Global Forum di Genova
che affermano di essere lì per dare voce ai giovani. E qualcuno,
addirittura, vi ha perso la vita. Anche questa è ricchezza
interiore che nasce ed è diffusa nella vita di ciascun uomo.
Gesù ha ragione: se entri in te stesso ti accorgi cosa sia
la vita; se ascolti la tua vita vi percepirai la presenza del solo
necessario. Il Signore che dà senso alla vita dei nostri poveri
giorni.
3.
Lieto delle sofferenze! Paolo ci offre un modello di ascolto
che sa del paradossale: in ascolto della Croce del Signore Gesù.
E' l'indicazione di uno stile di vita che lui per primo ha assunto:
ascoltare un uomo che è morto in croce per tutti e vantarsi
di questo ascolto che richiede una consegna generosa resa possibile
solo dallo Spirito di Dio.
Ascoltare è difficile, si sa. Ma ascoltare le cose assurde
e inaccettabili, misteriose, che vengono da Dio è ancora più
difficile: è la strada stretta che San Paolo oggi ci ricorda!
Chissà quanti di noi ascoltano le cose "difficili"
che Dio ci regala per la nostra salvezza. Anche questo è un
invito alla sapienza e alla sobrietà. Oggi, come sempre.
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