XVII del Tempo Ordinario - C

 

29 luglio 2001

 

a cura di don Alessio De Stefano

Gesù ci insegna a pregare il Padre ... 

Questo capitolo di Luca sulla preghiera si apre con il "Padre" che rende l'aramaico "Abbà", invocazione familiare indirizzata al Padre celeste."Siamo di fronte a qualcosa di nuovo e di inaudito che varca i limiti del giudaismo. Qui vediamo chi era veramente Gesù: l'uomo che aveva il potere di rivolgersi a Dio come Abbà e che rendeva partecipi del Regno peccatori e pubblicani, autorizzandoli a ripetere quest'unica parola: Abbà, caro padre!" (Jeremias).

Allora, la preghiera del Signore, il "Padre nostro", chiede che la manifestazione di Dio e del suo regno, che è la cominicazione della sua vita agli uomini, passino attraverso il pane, il perdono e la libertà di fronte alla tentazione del maligno: è un impasto della vita divina nella vita umana. Il cristiano deve imparare che l'intera sua vita "è risposta grata e gioiosa all'iniziativa di salvezza che viene dall'amore del Padre. Tutta la condotta morale assume allora un essenziale significato religioso: è <a gloria di Dio>, è ringraziamento a Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo.

Questa situazione si esprime, in maniera pienamente consapevole, nei momenti della preghiera (RdC 95). La parabola giustapposta al "Padre" ne è quasi un commento. Essa cerca di definire l'atteggiamento con cui l'orante si rivolge al suo Dio. Si scopre allora che Luca preferisce parlare non solo di regno, ma in primo luogo dello Spirito Santo (cioè del regno nella sua intimità dinamica), che agisce prima in Gesù e continua poi nella Chiesa.

In altre parole, il regno, e cioè la signoria salvifica di Gesù, avviene grazie allo Sprito Santo. E' questo il dono che dobbiamo cercare e chiedere fino all'importunità, più di ogni altra cosa. E tutte le altre cose in vista di questa e nella misura in cui servono al regno e al suo sviluppo in noi e nel mondo. Forse il Padre ci lascia sovente nel bisogno proprio perchè, spinti dalla necessità di chiedere, siamo più spesso nell'occasione di parlare con Lui, di vivere con Lui, di capire che Lui e il suo amore sono più importanti di tutte le cose per ottenere le quali ci siamo rivolti a Lui e ricordati di Lui.

 

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