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Omelia
della XXIII domenica del Tempo Ordinario
09
settembre 2001
a
cura di don Francesco Diodati
Veri
discepoli di Gesù ...
L'estate è
ormai finita e si ritorna alle proprie occupazioni, non sempre però
con le dovute disposizioni e con sufficiente voglia. Vuoi perchè
si è nostalgici del periodo di spenzieratezza e relax dell'estate,
vuoi perché il lavoro è sempre lavoro.
Ma se guardiamo indietro, ci accorgiamo che la liturgia delle domeniche
dell'estate passata, ci ha guidato e accompagnato tenendoci quasi per
mano, per farci fare un cammino spirituale serio ed esigente.
Allora, dovremmo essere più che pronti per riprendere con impegno
e prontezza il nostro lavoro quotidiano.
Forse abbiamo ancora bisogno di un supplemento di aiuto dalla Parola di
Dio, che ci permetterà di riprendere coraggio e fiducia soprattutto
in noi stessi.
Eccoci allora serviti
anche in questa domenica ...
La ricetta per superare
questo periodo di crisi è costituita da tre ingredienti: conoscere
il volere di Dio, portare ogni giorno la propria croce, comprendere il
valore del discernimento.
1. Conoscere
il volere di Dio ...
La nostra unica preoccupazione dovrebbe essere proprio questa: stiamo
facendo la volontà di Dio? Difatti la santità consiste proprio
nel fare la volontà di Dio. "Quale uomo può conoscere
il volere di Dio? ... Chi ha conosciuto il Tuo pensiero, se tu non gli
hai concesso la sapienza e non hai inviato il tuo spirito dall'alto?"
( 1° Lettura).
Solo l'uomo che ha la sapienza può conoscere il volere di Dio.
Allora occorre entrare in una mentalità nuova, nella mentalità
di Dio, che non è quella dell'uomo.
Occorre chiedere il dono della sapienza: "O Signore donaci la tua
sapienza!"
2. Portare ogni giorno la propria croce ...
Questa mentalità nuova consiste nell'accettarsi per quello che
si è, addossandosi il peso delle proprie debolezze, inconsistenze
e incapacità. "Chi non porta la propria croce e non viene
dietro a me, non può essere mio discepolo". (Vangelo). Il
discepolo di Gesù non è un masochista, che cerca il dolore
e la sofferenza, ma è capace di accogliere la sofferenza, il dolore,
la croce, dandone un valore salvifico, di redenzione. In altre parole,
unisce la sua croce alla croce di Cristo.
Questa è la logica nuova, la novità del Vangelo che il discepolo
deve abbracciare, ma "molti seguono Gesù a mensa e, purtroppo
pochi nella sofferenza".
3. Il valore
del discernimento ...
Assistiamo spesso ad un cristianesimo del "fai da te", dove
ognuno cammina da solo, forte della sua esperienza o consapevolezza che
si può fare a meno di tutto e di tutti.
Si ha la presunzione di essere autonomi e autosufficienti nel cammino
di fede.
In realtà sappiamo che ognuno ha bisogno di confronto, di verifica,
di discernimento, da farsi in comunione con gli altri fratelli. "Quattro
occhi vedono meglio di due e sei occhi vedono ancora meglio di quattro".
Impariamo a verificare il nostro cammino, ad esaminare l'intimo di noi
stessi, comprendendo così, se stiamo camminando per la strada che
il Signore ha tracciato per noi.
Coraggio, riprendiamo con entusiasmo le nostre attività, impegnandoci
a conoscere il volere di Dio sulla nostra vita, portando ogni giorno la
propria croce e scoprendo nel discernimento il segreto per non sbagliare
la direzione del nostro cammino di fede.
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