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Omelia
della XXI domenica del Tempo Ordinario
26
agosto 2001
a
cura di don Francesco Diodati
La
salvezza non è privileggio di pochi...
Ogni domenica, la
Parola di Dio ci suggerisce stimoli e indicazioni che ci permettono di
camminare speditamente e con sicurezza per la "via" che conduce
al Signore.
In un tempo in cui tutto è relativo e la mentalità comune
sembra conoscere solo la logica del divertimento e dell'aparire, piuttosto
che l'essere, opportunamente la Parola di Dio di questa domenica ci dà
la "dritta giusta".
C'è necessità di certezze, di verità incrollabili,
di riferimenti sicuri. "Signore da chi andremo tu solo hai parole
di vita eterna".
"Signore, sono pochi
quelli che si salvano?"
E' questa la domanda che un tale - di cui non si fa il nome, che potrebbe
assere uno di noi - rivolge a Gesù. E, Gesù oltrepassa la
questione del numero e va all'essenziale: tutti possono salvarsi, perché
la salvezza è offerta a tutti; ma, per conseguirla, ognuno deve
affrettarsi a convertirsi prima che sia troppo tardi.
Il disegno di Dio è quello di riunire tutti gli uomini per fare
di loro una sola famiglia.
"Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi
verrano e vedranno la mia gloria". (1° Lettura)
Per ottenere la salvezza, non basta però dire: "Signore, Signore",
occorre anche fare la sua volontà, nella quale c'è la salvezza.
Di fronte a Dio non valgono i privilegi, ma vale l'umiltà che elimina
ogni presunzione; vale l'amore che apre il cuore alla ricerca del bene
dell'altro; vale lo spirito di rinuncia che dà il coraggio di fidarsi
anche di ciò che Dio ci propone come via difficile da percorrere.
"Sforzatevi di entrare
dalla porta stretta"
Con l'immagine della porta stretta, Gesù ci invita a non dimenticare
che la via della salvezza consiste nel seguirlo sul sentiero che passa
per il Getsemani e per il Golgota: è una via che conduce alla porta
stretta e che, forse, qualche volta potrà suscitare timore e paura.
Gesù, però, non vuole farci paura, vuole incoraggiarci all'impiego
di tutte le forze, ci chiama ad una definitiva presa di posizione, ci
chiama alla maturità della fede: non dobbiamo solo pretendere di
ricevere, ma dobbiamo anche allenarci a dare, dimostrando che stiamo realmente
con Gesù perché abbiamo capito cosa fare. Le belle intenzioni
non sempre hanno profonde motivazioni e, di conseguenza, non sempre producono
novità di vita e coraggio di fede.
Allora, ritornando alla domanda
iniziale: "Sono pochi quelli che si salvano?" Possiamo rispondere
che nessuno può vantare un diritto alla salvezza, ma affermiamo
con forza che Dio l'ha promessa a tutti attraverso Cristo.
La logica di Dio non segue quella del mondo "ci sono alcuni tra gli
ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi".
Sforziamoci di entrare dalla porta stretta e di essere sempre più
attirati dall'imprevedibile e dal nuovo che Gesù ci comunica ogni
giorno.
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