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Omelia
della XXV domenica del Tempo Ordinario
23 settembre 2001
Dio o mammona ...
Mi spiego, quando
pensiamo di servire i fratelli, o compiere atti di carità, o svolgere
un servizio per la comunità solo ed esclusivamente per essere ammirati
o lodati dal Vescovo, dal parroco, dalla gente, allora il nostro servizio
è rivolto "a mammona". Perché idolatriamo quello
che facciamo. Da questo si evince che con il termine mammona si indicano
tutte quelle forme di schiavitù che sono frutto del peccato. Purtroppo,
anche il bene se non è fatto con disinteresse diventa male. Se hai un’attività commerciale, se sei in una società, se hai un lavoro dipendente, non sfruttare, non approfittare, non "rubare" anche quel poco che può danneggiare l’altro, il più bisognoso. Sono solito dire ai bambini di no approfittare della distrazione dei commercianti per rubare un pacco di caramelle o una bustina di figurine perché si innesca un meccanismo pericoloso che può portare alla perdita del posto di lavoro di un genitore e quindi rovinare una famiglia. Oppure da chi occupa posti statali, si sente dire, a volte, ho preso questo oggetto dal posto di lavoro, tanto paga lo stato! Stolto, sei tu, sono io, siamo noi che lo paghiamo e a volte mormorando tristemente perché le tasse aumentano. Gesù si scaglia contro la tentazione non solo del denaro ma anche contro il solo desiderio disonesto di arricchirsi alle spalle degli altri. Così siamo chiamati anche questa domenica a fare una scelta: Dio o mammona. Cosa scegliamo: l’amore, la fraternità generosa, oppure la logica dell’avere, del profitto fine a se stesso? Nel brano evangelico odierno anche l’azione poco onesta dell’amministratore vero il padrone ma generosa verso i debitori viene lodata dal Signore, bisogna essere scaltri nella bontà e nella generosità e non nella disonestà. Concludo rinnovando
il desiderio di San Paolo, che chiude il brano della seconda lettura,
" Voglio dunque, che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando
al cielo mani pure senza ira e senza contese ". Si, solo chi prega
sa che Dio è Padre di tutti e a tutti distribuisce i suoi beni,
solo chi alza le mani al cielo per implorare le grazie e per ringraziare
sa che le stesse le mani le deve piegare per servire.
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