Solennita dell'Assunta

 

15 agosto 2001

 

a cura di don Francesco Gimigliano

 

Maria, addormentata nel Signore...

Quando mi recai, come pellegrino, in Terra Santa, la guida ci portò a visitare la casa (ora è una Chiesa) della Vergine in Gerusalemme; in questa casa Maria cessò la sua vita terrena e la chiesa che fu edificata su questa casa fu detta della Dormizione. Il termine "dormizione" a tutto fa pensare fuorché alla morte. Maria dunque si è come addormentata nel Signore lasciando questo mondo.

Ma ogni dubbio e perplessità circa un eventuale sonno della Madonna è sfumato quando, di lì a poco, andammo a visitare la Tomba della Madonna. Qui non c’erano dubbi: la Santa Vergine è morta come muore ogni mortale ed è stata seppellita in un sepolcro.

Un prete ortodosso, geloso e frettoloso, ci incitava a visitare alla svelta e sembrava tenerci costantemente sott’occhio. Io, lo confesso, avrei voluto portar via anche un solo sassolino che si trovava all’interno della tomba, che io fissavo continuamente, cercando di immaginare la statura della Beata Vergine, una statura piccolina a guardar bene il sepolcro di pietra.

Perché vi ho raccontato di questa visita? Perché non possiamo parlare di Assunzione di Maria, se non teniamo presente alla realtà del corpo di Maria, alla sua carne mortale, al suo essere stata persona concreta, donna reale e vissuta in un paese geograficamente preciso, in mezzo ad un popolo preciso.

Nella Liturgia dei Defunti è così scritto: "E se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell’immortalità futura".

Anche Maria è dovuta passare per la "certezza di dover morire", proprio in quanto creatura mortale come ciascuno di noi. D’altronde, lo stesso Figlio di Dio e di Maria, Gesù Cristo, è morto ed è morto in modo atroce.

Ma attenzione: quella preghiera dei defunti dice pure: "ci consola la promessa dell’immortalità futura". Questa "immortalità futura" è collegata con la risurrezione dei morti che è risurrezione dei corpi; cioè dei nostri poveri e miseri corpi mortali, che un giorno usciranno gloriosi dalle loro tombe.

Quello che in noi avverrà alla fine dei tempi, in Maria è avvenuto quasi immediatamente dopo la morte, come per il suo Divino Figliolo Gesù.

Perché questo privilegio per una creatura? Seguitemi in questo altro ragionamento.

La morte è sorta a causa del peccato; dice infatti S. Paolo : "Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna, perché il salario del peccato è la morte" (cfr. Rm 6,22-23). Ma la Vergine è venuta al mondo senza alcun peccato; Immacolata Concezione è stata chiamata la sua nascita, perché esente sia dal peccato originale che da quello attuale.

Se la morte, dunque, è conseguenza del peccato, Colei che è senza peccato non poteva morire.

Inoltre, come poteva quel grembo che aveva portato per nove mesi il Figlio stesso di Dio e quel seno che lo aveva allattato, essere soggetti alla corruzione della morte? Come potevano quella carne e quel sangue di cui Dio si è serviti per dare un corpo a suo Figlio, essere soggetti alla morte?

Maria, infine, assicura a tutti noi, suoi figli, che ciò che è avvenuto in Lei, avverrà per tutta la Chiesa.

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