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SOLENNITA' DI PENTECOSTE -C del 03-06-2001 ... per l'utilità comune Sento il desiderio più vivo, oggi, di porgere gli auguri a tutti in quanto celebriamo la nascita della Chiesa. Con la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e Maria riuniti nel cenacolo, inizia la missione della Chiesa del Signore. Attraverso i secoli, il messaggio di Cristo Signore è arrivato fino a noi. Noi siamo chiamati, nel nuovo millennio appena iniziato, a trasmettere con la testimonianza di vita la buona novella alle future generazioni. Facendo memoria di tanti nostri fratelli e sorelle, che hanno testimoniato con fede e con l’effusione del sangue il loro amore per Gesù, diventiamo anche noi testimoni autentici dell’amore di Cristo nella potenza dello Spirito Santo. Riviviamo in questa celebrazione il giorno della Pentecoste attraverso la liturgia della Parola e del Pane spezzato. Il brano degli Atti ci conduce nel cenacolo (l’aula liturgica) dove siamo riuniti nella gioia del Signore Risorto (il giorno del Signore) e recitando la sequenza invochiamo il dono dello Spirito Santo ("ricevete lo Spirito Santo"). Attraverso la liturgia eucaristica prendiamo coscienza che lo Spirito ci porta ad essere segno visibile del Corpo mistico di Cristo. Nutriti dall’unico Pane e abbeverati all’unico Spirito, formiamo un solo corpo. La grazia battesimale che è in noi, seguendo un procedimento soprannaturale, ci spinge a vivere nell’unità del Corpo. Lo Spirito Santo in noi conserva l’unità e la comunione, rende vivo Cristo e presente il Padre. Lasciamoci consigliare dallo Spirito Santo, mettiamoci in ascolto della sua voce, scopriamo quale manifestazione particolare (carisma) ha dato a ciascuno di noi e fuggiamo l’individualismo perché tutto è dato per l’utilità comune. Quanto è importante questo per le nostre comunità. Quanta è importante questa verità per la Chiesa. Se vivessimo la nostra vocazione, ciascuno nel proprio grado ed ordine, come impegno concreto di fare l’utilità comune, credo che il mondo si convertirebbe. L’utilità comune dice comunione, amore fraterno, unione, carità, presenza di Cristo. Le nostre comunità devono essere espressione dell’amore fraterno, non ci dimentichiamo quello che il Signore ha detto "da come vi amerete sapranno che siete miei discepoli. La sfida del terzo millennio si gioca sul campo della testimonianza d’amore. Solo chi vive la forza dello Spirito può amare senza riserve. Invochiamo con forza il dono del Padre e del Figlio, il loro frutto d’Amore, che garantisce nell’eternità la comunione Trinitaria. Siamo i discepoli dello Spirito, condividiamo la sua missione, entriamo nel suo tempo. Dal giorno della Pentecoste è iniziata la missione dello Spirito Santo, la quale consiste nel preparare la sposa (la Chiesa) al matrimonio con lo sposo (Cristo) alla fine del mondo, quando tutto rinnovato vivrà nel Padre; nell’infiammare il cuore dei fedeli della Carità di Cristo; nell’unire tutti i popoli nell’unico linguaggio della fede. Allora VIENI, SANTO SPIRITO… |
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